Giagianni Ladu - Is Isculturas

Artisan. This is how I think about myself. My creations are made of wood and horn. Sardinia is the land where I was born and raised and where I still find my inspiration.

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Thanks to Mr. Tonino Loddo for including my work in this amazing book on Ogliastra and for the kind words he used to describe my journey.

"Nelle mani di Giovanni (Giagianni) Ladu (Tortolì 1946) gli antichi e maestosi legnid’Ogliastra continuano a vivere richiamati ad una nuova dimensione dell’esistere. Scultore autodidatta (il legno per lui si è trasformato col tempo da elemento di gioco in furore creativo), realizza delle vere e proprie opere d’arte alle quali trasmette tutta la sua passione con tecniche originali che nel corso degli anni sono andate sempre più affinandosi, raggiungendo livelli veramente pregevoli; così, ogni pezzo che esce dalle sue mani porta impressa la scrittura inconfondibile del suo artista-creatore, che ne caratterizza l’individualità.

Schivo, poco incline alla pubblicità, Ladu preferisce che a parlare di sé siano le sue opere; essenziali anche gli strumenti di lavoro: scalpello, martello, carta vetrata, mordente per scurire il legno e sostanze lucidanti; il resto è affidato alle sue mani e alla sua creatività. «Quando ho un tronco tra le mani, riesco già a ad intravedere la figura che vi è nascosta all’interno. Io mi limito solo a tirarla fuori», ammette con semplicità. Di fatto, le sue opere sono dei soggetti che sembrano proprio uscire fuori dal legno, come a sprigionarsene; con lui la scultura assume il suo valore più istintivo e primitivo di modificare col lavoro manuale una materia altrimenti dura ed inerte, in questo caso il legno, per calarvi dentro non solo una forma ma anche un’idea. Ed in questo percorso creativo attinge al suo vissuto, alla sua conoscenza degli uomini e del mondo e ne ritrae immagini ora dolenti, ora pietose, sempre eleganti e flessuose, tutte stupefacenti per l’energia plastica e per il vivace naturalismo. Un rigoglio duttile che nel liberare la figura dalla prigionia del legno stabilisce un preciso accordo tra forma e materia. Sono le mani dei suoi personaggi, in particolare, sempre possenti e nodose, ad esprimere la cifra più vera di quest’arte e di questa sua attenzione all’homo cotidianus; in esse è presente tutto intero il sentimento tragico della vita e il senso di solidarietà che solo il lavoro diuturno sa esprimere. Uno stile, ora commosso, ora agitato, che non soccombe al virtuosismo della tecnica, ma nel quale purezza di linea e ricchezza di messaggio si fondono in una sintesi sempre alta”.